Neandertal cacciatore di cervi e camosci. Pubblicato un articolo sull’archeozoologia dell’unità A9

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La rivista Quaternary International ha appena pubblicato un nuovo articolo sull’archeozoologia di Grotta di Fumane. Il contributo, a firma di M.Romandini, N.Nannini, A.Tagliacozzo e M.Peresani porta il titolo di The ungulate assemblage from layer A9 at Grotta di Fumane, Italy: a zooarchaeological contribution to the reconstruction of Neanderthal ecology e presenta i risultati di un approfondito studio di migliaia di resti faunistici rinvenuti nell’unità musteriana A9, datata almeno a 47,6 mila anni fa e nota per contenere un’industria litica a tecnologia Discoide che marca un importante cambiamento rispetto alla consueta tecnologia Levallois.

I risultati attestano come la predazione fosse rivolta soprattutto a cervo e capriolo, ma anche a stambecco, camoscio e ad altri ungulati che vivevano nel territorio circostante. Dopo avere valutato il bilancio dei costi e dei vantaggi dell’attività venatoria, gli autori sostengono che i neandertaliani portatori della tecnologia discoide non disponessero di un unico modello di sussistenza in Europa.

L’articolo è parzialmente consultabile e acquistabile su:
http://www.journals.elsevier.com/quaternary-international